In breveLe regole europee non fissano un limite di vento, pioggia o temperatura uguale per tutti: valgono i limiti scritti dal fabbricante nel manuale, e il pilota deve rispettarli. La nebbia e la scarsa luce riducono la visibilità e quindi il volo a vista: se non vedi bene il drone, non voli. Con la pioggia o la neve si vola solo se il fabbricante lo consente. Il freddo accorcia l’autonomia delle batterie; il caldo riduce le prestazioni e può surriscaldarle. Se il meteo cambia in volo, atterra.
La regola: il manuale del drone
Il pilota deve usare il drone secondo le istruzioni del fabbricante, comprese le eventuali limitazioni (Reg. UE 2019/947, UAS.OPEN.060), e interrompere il volo se diventa un rischio. Nei manuali trovi vento massimo, temperature ammesse, eventuale resistenza all’acqua. Prima del volo va consultato il meteo: è uno dei controlli della checklist. Per il vento c’è una guida dedicata: vento e raffiche.
Nebbia e visibilità
In categoria aperta si vola in VLOS: devi vedere il drone a occhio nudo per evitare aeromobili, persone e ostacoli. Nebbia, foschia e scarsa luce riducono la distanza a cui lo vedi: in quelle condizioni il drone deve restare molto più vicino, oppure non si vola. Lo schermo del radiocomando non sostituisce la vista. Un drone grigio contro un cielo grigio sparisce in fretta: valuta anche il contrasto con lo sfondo.
Pioggia, neve e umidità
- Pioggia e neve: la maggior parte dei droni per il pubblico non è progettata per volare sotto la pioggia. Si vola solo se il fabbricante lo consente; l’acqua può danneggiare motori ed elettronica.
- Gocce sull’obiettivo e sui sensori: i sensori anti-collisione e di posizionamento possono funzionare male.
- Umidità: l’aria molto umida è un po’ meno densa e le eliche producono un po’ meno portanza; con temperature vicine allo zero, umidità e nebbia possono formare ghiaccio sulle eliche.
- Temporali: raffiche improvvise e fulmini. Non si vola.
Freddo
- Con il freddo le batterie al litio rendono meno: l’autonomia diminuisce e la tensione può scendere di colpo.
- Tieni le batterie al caldo fino al decollo; con temperature molto basse può servire preriscaldarle, come indica il fabbricante.
- Fai un breve volo stazionario vicino al suolo per scaldarle e torna con un margine di carica più ampio del solito.
- Le mani fredde riducono la precisione dei comandi: guanti adatti e pause.
Caldo e quota
- Con il caldo, e in montagna, l’aria è meno densa: le eliche spingono meno e il drone consuma di più.
- Le batterie possono surriscaldarsi: lasciale raffreddare prima di ricaricarle e non lasciarle al sole o in auto (guida sul trasporto e la sicurezza delle LiPo).
- Il caldo stanca anche il pilota: acqua e pause, perché la concentrazione cala.
Volo o non volo?
- Il meteo previsto rientra nei limiti del manuale? Se no, non voli.
- Vedrai il drone a occhio nudo per tutto il volo? Se no, non voli o accorci il volo.
- Le batterie sono nell’intervallo di temperatura giusto?
- In volo il tempo peggiora (vento, pioggia, nebbia)? Atterra subito.
Mettiti alla prova
1. Dove trovi i limiti di vento e temperatura del tuo drone?
Nel manuale d’uso del fabbricante.
2. C’è nebbia e il drone si vede appena a 80 metri. Cosa fai?
Lo tieni più vicino, entro la distanza a cui lo vedi bene, oppure non voli: il volo a vista non si fa con lo schermo.
3. Con temperature vicine allo zero cosa succede alle batterie LiPo?
Rendono meno e l’autonomia diminuisce: vanno tenute al caldo e serve più margine di carica.
Fonti
- Regolamento di esecuzione (UE) 2019/947, art. 2 (VLOS) e allegato UAS.OPEN.060 (testo consolidato) – EUR-Lex
- AESA (Agencia Estatal de Seguridad Aérea, Spagna), materiale formativo ufficiale A1/A3 e A2: condizioni ambientali, temperatura, visibilità, procedure prima del volo – seguridadaerea.gob.es



