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Zone D-Flight: cosa significano colori e quote vicino agli aeroporti

Rosso, arancione, giallo, azzurro: da quale quota parte ogni zona D-Flight, quanto è grande, quando è attiva e cosa cambierà con il nuovo regolamento ENAC.

Redazione xdroni · Fonti verificate il

Aereo di linea in avvicinamento alla pista
Foto: dirkvermeylen su Pixabay

In breveLe zone geografiche UAS sono porzioni di spazio aereo in cui il volo con i droni è vietato o limitato. In Italia le trovi su D-Flight. Vicino agli aeroporti il colore indica da quale altezza dal suolo parte la zona: rosso da 0 m (non si vola), arancione da 25 m, giallo da 45 m, azzurro da 60 m. In categoria Open devi restare sotto quella quota. Le regole attuali vengono dalla circolare ENAC ATM-09A; un nuovo regolamento, ancora in bozza, cambierà alcune quote.

Cosa sono le zone geografiche UAS

Il Regolamento europeo 2019/947 (articolo 15) permette a ogni Stato di definire zone geografiche UAS: aree in cui i droni non possono volare, possono volare solo a certe condizioni o solo sotto una certa altezza. Servono per motivi di sicurezza del volo, di sicurezza pubblica, di tutela dell’ambiente o della privacy. Per parchi e aree protette c’è una guida dedicata: droni nei parchi.

In Italia le zone sono stabilite da ENAC e pubblicate in formato digitale su D-Flight, la piattaforma ufficiale per i servizi ai droni. Le regole per le zone vicino agli aeroporti e per le aree dello spazio aereo pubblicate nelle carte aeronautiche sono nella circolare ENAC ATM-09A, in vigore dal 31 marzo 2021.

Colori e quote vicino agli aeroporti

Intorno agli aeroporti le zone sono a fasce colorate. Il dettaglio che confonde molti piloti: la quota indicata non è un «tetto» da cui partire, ma l’altezza dal suolo da cui comincia la zona. Sotto quella quota la zona non ti riguarda; da lì in su, in categoria Open, non puoi entrare.

ColoreLa zona parte daIn categoria Open
Rosso0 m (dal suolo)Non si vola
Arancione25 m (85 ft)Si vola fino a 25 m dal suolo
Giallo45 m (150 ft)Si vola fino a 45 m
Azzurro60 m (200 ft)Si vola fino a 60 m (dentro CTR o ATZ, oltre le altre fasce)
Nessun colore—Fino a 120 m, salvo altre limitazioni

Le quote si misurano dal terreno sotto il drone (AGL, «above ground level»), non dal punto di decollo: è la stessa logica del limite generale dei 120 metri, che spieghiamo nella guida sul limite di quota. Il significato di tutte le sigle è nella nostra legenda delle zone.

Le categorie Specific e Certified possono operare dentro queste zone seguendo le procedure della circolare, per esempio con una riserva di spazio aereo. Questa guida riguarda la categoria Open, quella degli attestati A1/A3 e A2.

Quanto sono grandi le zone

Le dimensioni dipendono dal tipo di aeroporto. Le distanze si misurano dal punto di riferimento dell’aeroporto (ARP), lungo l’asse della pista e di lato.

TipoRossaArancioneGialla
Aeroporto civile con procedure strumentali (i grandi scali)fino a 6 km lungo la pista, 2,5 km di lato6–10 km lungo, 2,5–4 km di lato10–15 km lungo, 4–8 km di lato
Aeroporto civile senza procedure strumentali, aviosuperfici gestitefino a 3 km lungo, 1 km di lato3–6 km lungo, 1–2,5 km di lato6–10 km lungo, 2,5–4 km di lato
Eliporto civile senza procedure strumentaliraggio 1,5 km1,5–2,5 km2,5–3,5 km
Aeroporto militareraggio 6 km (entro l’ATZ)6–10 km (entro l’ATZ)fino a 15 km lungo, 8 km di lato

Oltre la fascia gialla, dentro uno spazio aereo controllato (CTR o ATZ) la zona parte da 60 metri; fuori dagli spazi controllati parte da 120 metri, cioè coincide con il limite della categoria Open. Se due aeroporti sono vicini e le fasce si sovrappongono, vale la più restrittiva.

Quando una zona è attiva

Le zone degli aeroporti sono attive negli orari di apertura dell’aeroporto, come pubblicato nelle informazioni aeronautiche (AIP) e negli avvisi NOTAM. Un piccolo aeroporto chiuso la notte, per esempio, non limita il volo in quelle ore. Altre zone sono temporanee: eventi, esercitazioni, emergenze. Per questo la verifica va fatta per il giorno e l’ora del volo, non una volta per tutte.

Aree P, D e R

Oltre agli aeroporti, sono zone geografiche anche le aree dello spazio aereo pubblicate nell’AIP Italia (sezione ENR 5), replicate su D-Flight:

  • P – Proibite: vietate ai droni.
  • D – Pericolose (dall’inglese danger): vietate ai droni.
  • R – Regolamentate (restricted): vietate ai droni quando sono attive, secondo gli orari pubblicati.

Ci sono anche aree assimilate, come quelle per il lancio di paracadutisti o il volo acrobatico. Eventuali deroghe seguono le regole previste per gli aerei con equipaggio.

Come controllare prima di volare

  1. Apri la mappa di D-Flight il giorno del volo e cerca il punto esatto in cui volerai. È la fonte ufficiale.
  2. Leggi la zona per intero, non solo il colore: tipo, quote, orari e condizioni scritte nella scheda.
  3. Confronta con la tua quota massima: se la zona parte da 45 metri, resta sotto con margine.
  4. Controlla gli avvisi temporanei (NOTAM) e le zone attivate per eventi.
  5. Ricorda le altre regole: distanze dalle persone, volo a vista, privacy, divieti locali. Una zona libera non è un permesso.

Per farti un’idea veloce di un punto puoi usare il nostro strumento gratuito Dove posso volare?: carichi il file delle zone scaricato da D-Flight e vedi colori, quote, vento previsto e zone vicine. È uno strumento di consultazione e non sostituisce la verifica su D-Flight. Il significato di sigle come CTR, ATZ e NOTAM è spiegato nella guida sullo spazio aereo.

Gli errori più comuni

  • «Zona gialla, quindi non posso volare.» Falso: in giallo puoi volare in Open, ma solo sotto i 45 metri dal suolo.
  • «Fuori dalle zone posso fare quello che voglio.» Falso: restano tutte le regole della tua sottocategoria e i 120 metri.
  • «Ho controllato la settimana scorsa.» Le zone temporanee cambiano: controlla il giorno del volo.
  • «Il radiocomando dice 40 metri, sono sotto i 45.» Il radiocomando misura dal decollo: se il terreno scende, sei più alto di quanto pensi.
  • «La zona è rossa, quindi lì non si vola mai.» Le zone degli aeroporti sono attive negli orari di apertura dell’aeroporto: controlla su D-Flight se nell’ora del tuo volo la zona è attiva.

Cosa cambierà con il nuovo regolamento

Nel giugno 2026 ENAC ha messo in consultazione la bozza di un Regolamento «Zone geografiche UAS», che abrogherebbe la circolare ATM-09A. La consultazione si è chiusa il 24 luglio 2026. Nella bozza, per gli aeroporti con procedure strumentali, le quote salgono: la fascia arancione partirebbe da 40 metri, la gialla da 60, l’azzurra da 80; cambiano anche le zone delle aviosuperfici, in base alla lunghezza della pista.

Finché il regolamento non viene approvato e pubblicato valgono le regole della ATM-09A descritte in questa guida. Aggiorneremo la pagina quando ENAC pubblicherà il testo definitivo e la data di entrata in vigore.

Mettiti alla prova

1. Sei in una zona arancione e vuoi riprendere a 30 metri dal suolo in categoria Open. Puoi?

No. La zona arancione parte da 25 metri: in Open devi restare sotto i 25 metri dal suolo.

2. Un’area R su D-Flight è vietata ai droni sempre?

No: le aree R (regolamentate) sono vietate quando sono attive, secondo gli orari pubblicati. Le aree P e D sono vietate sempre.

3. Il punto in cui voli non ha nessun colore su D-Flight. Puoi salire a 150 metri?

No. Senza zone resta il limite generale della categoria Open: 120 metri dal punto più vicino del terreno.

Fonti

  • ENAC, Circolare ATM-09A «UAS-IT: criteri d’implementazione e procedure per zone geografiche», 24/03/2021, paragrafi 5 e 6 – PDF su enac.gov.it
  • ENAC, Bozza di Regolamento «Zone geografiche UAS» (consultazione giugno–luglio 2026) – pagina della consultazione
  • Regolamento di esecuzione (UE) 2019/947, articolo 15 – testo consolidato EASA
  • D-Flight, mappa ufficiale delle zone geografiche UAS

Questa guida spiega le regole con esempi e non sostituisce i testi ufficiali né le verifiche su D-Flight prima di ogni volo.

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