In breveAl mare valgono le regole di sempre: 120 metri dalla superficie (anche dall’acqua), volo a vista, distanza dalle persone, zone D-Flight. In più c’è l’ordinanza di sicurezza balneare della Capitaneria di porto competente: alcune, durante la stagione, vietano di sorvolare le acque riservate alla balneazione sotto i 300 metri anche con apparecchi telecomandati, cioè di fatto con i droni. Ogni Capitaneria scrive la sua: va letta prima di volare. Nelle aree marine protette valgono anche i divieti della legge sulle aree protette e il regolamento dell’area.
Le regole che valgono anche al mare
- 120 metri dal punto più vicino della superficie: sul mare la superficie è l’acqua. Se decolli da una scogliera alta 60 metri e ti allontani sul mare, il limite si misura dall’acqua, non da te (guida sul limite dei 120 metri).
- Volo a vista: sull’acqua mancano i punti di riferimento e il drone sembra più vicino di quanto è. Non allontanarti oltre la distanza a cui lo vedi bene.
- Zone geografiche: lungo la costa ci sono aeroporti, porti e aree militari. Controlla sempre D-Flight (guida sulle zone D-Flight).
- Registrazione, attestato e assicurazione come in qualsiasi altro posto.
Spiaggia affollata: persone non coinvolte e assembramenti
I bagnanti sono persone non coinvolte: non partecipano al volo e non conoscono le tue istruzioni di sicurezza. Il Regolamento europeo definisce gli assembramenti come raduni in cui le persone non riescono a disperdersi per l’elevata densità: una spiaggia piena ad agosto ci si avvicina molto.
| Sottocategoria | Cosa significa in spiaggia |
|---|---|
| A1 con drone sotto 250 g o C0 | Puoi passare sopra persone non coinvolte, ma mai sopra assembramenti |
| A1 con drone C1 | Non devi sorvolare persone non coinvolte e, se capita, devi ridurre al minimo il tempo |
| A2 con drone C2 | Almeno 30 metri dalle persone (5 metri in modalità bassa velocità) |
| A3 | Nessuna persona non coinvolta nell’area e almeno 150 metri da zone residenziali, commerciali, industriali o ricreative: uno stabilimento balneare o un lungomare frequentato vanno trattati come tali |
Le regole di dettaglio sono nella guida sul sorvolo di persone e strade. E ricorda la privacy: riprendere persone riconoscibili in costume è un tema delicato (guida su privacy e riprese).
Le ordinanze balneari delle Capitanerie
Ogni anno le Capitanerie di porto pubblicano l’ordinanza di sicurezza balneare del proprio circondario. Non esiste un testo unico nazionale: le regole sul sorvolo cambiano da zona a zona. Qualche esempio dalle ordinanze pubblicate sul sito della Guardia Costiera:
- Palinuro (ordinanza 20/2025) e Agropoli (ordinanza 35/2025): nelle zone di mare riservate alla balneazione, durante la stagione, vietano di sorvolare «con qualsiasi tipo di aeromobile o di apparecchio privato anche telecomandato» sotto i 300 metri, salvo mezzi di soccorso e di polizia.
- Porto Empedocle (ordinanza 17/2026): durante la stagione vieta di sorvolare le spiagge e il mare fino a 1000 metri dalla costa sotto i 300 metri con qualunque tipo di aeromobile, salvo polizia, soccorso e casi autorizzati.
- Olbia (ordinanza 2025) e altre: il divieto riguarda gli apparecchi da volo da diporto o sportivo (ultraleggeri, deltaplani e simili).
Poiché un drone in categoria aperta non può salire oltre i 120 metri, dove l’ordinanza include gli apparecchi telecomandati il risultato pratico è semplice: niente drone sopra le acque di balneazione durante la stagione. Come fare:
- Cerca sul sito della Guardia Costiera la pagina della Capitaneria o dell’ufficio marittimo della tua spiaggia e scarica l’ordinanza di sicurezza balneare dell’anno in corso.
- Leggi gli articoli sui divieti e sul volo: cerca «sorvolo», «telecomandato», «aeromobile».
- Controlla le date della stagione balneare indicate nell’ordinanza.
- Se il testo non è chiaro per i droni, chiedi all’ufficio della Capitaneria prima di volare.
Anche fuori stagione possono esserci ordinanze specifiche, per esempio per cantieri marittimi o eventi, che vietano il sorvolo con droni in un tratto di costa.
Aree marine protette, porti e zone vietate
La legge quadro sulle aree protette (L. 394/1991, art. 19) estende alle aree marine protette i divieti dei parchi, compreso quello di sorvolo di velivoli non autorizzati, e ogni area ha un proprio regolamento con divieti e deroghe. Come per i parchi a terra, ENAC considera vietate al sorvolo dei droni le aree il cui divieto è pubblicato su D-Flight: il funzionamento è spiegato nella guida su parchi e aree protette. Nel dubbio, contatta l’ente gestore dell’area marina.
Porti, basi navali e aeroporti costieri compaiono spesso tra le zone D-Flight. Non volare mai vicino a operazioni di soccorso in mare: il regolamento vieta il volo nelle aree in cui sono in corso interventi di emergenza senza il permesso dei servizi di soccorso.
Si può decollare da una barca?
Il divieto esplicito di far volare il drone «da un veicolo in movimento» compare negli scenari standard della categoria Specific, non tra le regole della categoria aperta. Restano però tutti gli obblighi: volo a vista, controllo del drone, rispetto delle istruzioni del fabbricante. E in barca i problemi pratici sono seri:
- il ritorno automatico (RTH) torna al punto di decollo registrato: se la barca si è spostata, il drone scende in acqua;
- la bussola può essere disturbata dalle parti metalliche e dai motori;
- il decollo e l’atterraggio da un ponte che si muove sono difficili, e tra alberi, sartiame e persone a bordo lo spazio è poco;
- chi pilota il drone deve occuparsi solo del volo: al timone serve un’altra persona.
Leggi cosa dice il manuale del tuo drone sul decollo da piattaforme in movimento e, se non sei sicuro, decolla da terra.
Consigli pratici per il volo sul mare
- Vento: sulla costa le brezze cambiano durante il giorno e in quota il vento è più forte che in spiaggia. Tieni margine di batteria per il ritorno controvento (guida sul vento).
- Altezza di ritorno automatico: impostala sopra scogliere, alberi e costruzioni del tratto di costa.
- Volo basso sull’acqua: i sensori di posizionamento possono funzionare male sopra superfici riflettenti o in movimento; gli spruzzi possono raggiungere il drone.
- Gabbiani e uccelli marini possono attaccare il drone, soprattutto vicino ai nidi: allontanati.
- Sabbia e salsedine: decolla da una superficie pulita (anche un telo o una base di atterraggio) e pulisci motori ed eliche dopo il volo.
- Ripassa la checklist prima del volo e controlla il punto con lo strumento Dove posso volare?.
Mettiti alla prova
1. Decolli da una scogliera alta 50 metri e voli sul mare. Da dove si misurano i 120 metri?
Dal punto più vicino della superficie, cioè dall’acqua sotto il drone.
2. Dove trovi le regole della Capitaneria sul sorvolo della spiaggia?
Nell’ordinanza di sicurezza balneare del circondario marittimo, pubblicata sul sito della Guardia Costiera.
3. In A3, quanto devi stare lontano da uno stabilimento balneare frequentato?
Almeno 150 metri, come da ogni zona ricreativa, e senza persone non coinvolte nell’area.
4. Perché il ritorno automatico è rischioso se decolli da una barca in movimento?
Perché il drone torna al punto di decollo registrato, che nel frattempo può essere in acqua.
Fonti
- Regolamento di esecuzione (UE) 2019/947, art. 2 e allegato UAS.OPEN.010, 020, 030, 040, 060 e appendice 1 (scenari standard), testo consolidato – EUR-Lex
- Guardia Costiera, ordinanze di sicurezza balneare: Ufficio circondariale marittimo di Palinuro n. 20/2025, di Agropoli n. 35/2025, Capitaneria di Porto Empedocle n. 17/2026, Capitaneria di Olbia 2025 – guardiacostiera.gov.it
- Legge 6 dicembre 1991, n. 394, art. 11 e 19 – Normattiva
- ENAC, «Voli con droni (UAS): limitazioni e riserve dello spazio aereo» – enac.gov.it



