In breveIn montagna il limite dei 120 metri si misura dal punto più vicino del terreno, non dal decollo: oltre un crinale o sopra una valle puoi superarlo senza accorgertene. Il vento in quota è più forte e cambia di colpo, l’aria più rarefatta e il freddo riducono prestazioni e autonomia, e il segnale si perde dietro i pendii. Attenzione agli elicotteri del soccorso e agli elicotteri da lavoro: il drone scende e atterra. Nei parchi controlla i divieti su D-Flight e rispetta la fauna.
I 120 metri sui pendii
Il regolamento dice che, se il volo parte da un rilievo o lo sorvola, il drone resta entro 120 metri dal punto più vicino della superficie terrestre, adattando la misura a pianure, colline e montagne (UAS.OPEN.010). L’altezza sul radiocomando è riferita al decollo: se il terreno scende sotto di te (una valle, un salto di roccia), sei più alto di quanto segna. Esempi con disegni nella guida sul limite dei 120 metri.
Vento, freddo e aria rarefatta
- Vento: in quota e sui crinali è più forte che a valle, con raffiche e rotori sottovento ai rilievi; le brezze di monte e di valle cambiano direzione durante il giorno (guida sul vento).
- Aria rarefatta: in alta montagna l’aria è meno densa, le eliche spingono meno e il drone consuma di più.
- Freddo: le batterie rendono meno e l’autonomia cala; tienile al caldo fino al decollo (guida sul meteo).
- Nuvole e nebbia arrivano in fretta: se il drone entra in una nube non lo vedi più.
Segnale e ritorno automatico
- Un pendio o una cresta tra te e il drone blocca il segnale e la vista: resta sempre in volo a vista.
- Il ritorno automatico torna in linea retta alla quota impostata: se tra il drone e il punto di decollo c’è una parete più alta, può urtarla. Impostalo pensando al terreno della zona (guida sulla perdita del segnale).
- Se decolli da un sentiero stretto o da una cima, scegli prima un punto di atterraggio di riserva.
Elicotteri e soccorso
In montagna volano a bassa quota elicotteri di soccorso, di lavoro e di trasporto. Se ne vedi o ne senti uno, scendi e atterra subito: l’aeromobile con equipaggio ha sempre la precedenza. Il regolamento vieta di volare vicino o dentro le aree in cui sono in corso interventi di emergenza, salvo permesso dei servizi di soccorso (UAS.OPEN.060).
Parchi, fauna ed escursionisti
- Molte montagne sono in parchi: i divieti di sorvolo valgono dove sono pubblicati su D-Flight (guida su parchi e aree protette).
- Stai lontano da animali, nidi e rapaci: il drone li spaventa e alcuni uccelli lo attaccano.
- Rifugi, sentieri frequentati e vie di arrampicata hanno persone non coinvolte: valgono le distanze della tua sottocategoria, e in A3 i 150 m dalle aree ricreative (guida sulle persone coinvolte e non coinvolte).
- Un drone che ronza sopra un sentiero disturba chi cerca silenzio: vola breve e lontano dalla gente.
Mettiti alla prova
1. Decolli da un crinale e voli sopra una valle profonda 200 m restando alla quota del decollo. Rispetti i 120 m?
No: il limite si misura dal punto più vicino del terreno, che ora è 200 m sotto di te.
2. Senti arrivare un elicottero del soccorso. Cosa fai?
Scendi e atterri subito: l’aeromobile con equipaggio ha la precedenza e non si vola dove sono in corso soccorsi.
3. Perché in alta montagna il drone consuma di più?
Perché l’aria è meno densa: le eliche producono meno spinta e i motori lavorano di più.
Fonti
- Regolamento di esecuzione (UE) 2019/947, allegato UAS.OPEN.010, 040 e 060 (testo consolidato) – EUR-Lex
- AESA (Agencia Estatal de Seguridad Aérea, Spagna), materiale formativo ufficiale A1/A3 e A2: densità dell’aria, temperatura, procedure con aeromobili con equipaggio – seguridadaerea.gob.es
- ENAC, «Voli con droni (UAS): limitazioni e riserve dello spazio aereo» (parchi) – enac.gov.it



