In breveQuando voli in categoria aperta servono: la prova della tua competenza (l’attestato A1/A3 o A2, quando richiesto), da avere con te durante il volo; il codice operatore D-Flight esposto sul drone con il QR code e, se il drone ha il Remote ID, caricato nel sistema; un’assicurazione RC verso terzi valida. Conviene avere a portata di mano anche gli estremi della polizza e il manuale del drone. Per i voli in categoria Specific servono anche la dichiarazione o l’autorizzazione.
Cosa serve, in sintesi
| Cosa | Quando | Riferimento |
|---|---|---|
| Prova della competenza (attestato) | Con te durante il volo, se il drone lo richiede | Reg. UE 2019/947, UAS.OPEN.060 |
| Codice operatore esposto sul drone (QR code D-Flight) | Su ogni drone soggetto a registrazione | Reg. UE 2019/947, art. 14; UAS-IT, art. 6 |
| Codice operatore nel Remote ID | Droni C1, C2, C3 e categoria Specific | Reg. UE 2019/945 e 2019/947 |
| Assicurazione RC verso terzi | Valida per ogni operazione | UAS-IT, art. 27 |
| Dichiarazione UE di conformità | Accompagna i droni con marchio di classe | Reg. UE 2019/947, UAS.OPEN.050 |
| Dichiarazione o autorizzazione operativa | Solo in categoria Specific | Reg. UE 2019/947, art. 5 e 12 |
L’attestato: con te durante il volo
Prima di volare il pilota deve avere la competenza richiesta per la sottocategoria e portare con sé un documento che la dimostri durante l’esercizio del drone (UAS.OPEN.060). Fanno eccezione i droni che in A1 non richiedono l’attestato: C0, sotto i 250 g senza classe immessi sul mercato prima del 2024, autocostruiti sotto i 250 g. Tienilo stampato o in PDF sul telefono, consultabile anche senza connessione. L’attestato vale 5 anni (guida sul rinnovo).
Il codice operatore sul drone
Il regolamento europeo chiede agli operatori di esporre il proprio numero di registrazione su ogni drone soggetto a registrazione (art. 14). In Italia si fa con il QR code rilasciato da D-Flight, da applicare sul drone (UAS-IT, art. 6). Se il drone ha il Remote ID, il codice va anche caricato nel sistema di identificazione (guide sulla registrazione D-Flight e sul Remote ID). Ricorda che la registrazione D-Flight va rinnovata ogni anno.
L’assicurazione
Il Regolamento ENAC UAS-IT (art. 27) dice che non è consentito condurre operazioni con un drone senza un’assicurazione di responsabilità civile verso terzi stipulata e in corso di validità, con massimali non inferiori a quelli minimi di legge (guida sull’assicurazione). Il regolamento non dice di portare con sé la polizza, ma averne gli estremi sul telefono è utile in caso di controllo o di incidente.
Cosa conviene avere comunque
- Il controllo delle zone D-Flight del punto e dell’ora del volo (guida sulle zone D-Flight).
- Eventuali permessi del proprietario dell’area da cui decolli o dell’ente parco.
- Il manuale del drone, anche digitale: limiti di vento e temperatura, procedure di emergenza.
- Il diario di volo: tenere traccia dei voli aiuta con l’assicurazione e i clienti.
Mettiti alla prova
1. Voli in A1 con un drone C1. Che cosa devi avere con te?
La prova della tua competenza, cioè l’attestato A1/A3.
2. Dove va il codice operatore D-Flight?
Esposto su ogni drone soggetto a registrazione, con il QR code, e caricato nel Remote ID se il drone lo ha.
3. La polizza è scaduta ieri. Puoi volare oggi?
No: il regolamento ENAC richiede un’assicurazione RC in corso di validità.
Fonti
- Regolamento di esecuzione (UE) 2019/947, art. 5, 12, 14 e allegato UAS.OPEN.050 e 060 (testo consolidato) – EUR-Lex
- ENAC, Regolamento UAS-IT, art. 6 e 27 – enac.gov.it
- ENAC, FAQ droni (QR code e codice operatore) – enac.gov.it



