In breveL’aerofotogrammetria con il drone trasforma centinaia di foto scattate dall’alto in misure: mappe in scala (ortofoto), modelli 3D del terreno e degli edifici, volumi di cumuli e scavi. Il drone vola in automatico su una griglia, le foto si sovrappongono e un software le ricompone. Serve a geometri, ingegneri, architetti, cave, cantieri, agricoltura e beni culturali. Per le regole è un volo come gli altri: categoria aperta se resti a vista, sotto i 120 m e con le distanze dalle persone, altrimenti categoria Specific.
Cos’è e a cosa serve
La fotogrammetria ricava forme e misure da più fotografie dello stesso oggetto prese da punti diversi. Con il drone le foto si scattano dall’alto, in modo ordinato, e coprono in poco tempo aree che a terra richiederebbero giorni di lavoro.
- Topografia ed edilizia: rilievi di terreni e lotti, curve di livello, stato di fatto di un cantiere, avanzamento dei lavori.
- Cave, discariche, movimento terra: calcolo dei volumi di cumuli e scavi, confronto tra rilievi di date diverse.
- Architettura e beni culturali: modelli 3D di facciate, coperture, ruderi e siti archeologici.
- Agricoltura: mappe dei campi, pendenze, drenaggi; con sensori multispettrali anche lo stato della vegetazione.
- Ambiente e territorio: frane, erosione delle coste, alvei dei fiumi, dopo un evento o nel tempo.
Come funziona un rilievo
- Pianificazione: si disegna l’area su un’app di volo e si scelgono quota e sovrapposizione delle foto. Prima si controllano le zone D-Flight e il vento.
- Volo automatico: il drone percorre linee parallele («a griglia») e scatta a intervalli regolari. Di solito le foto si sovrappongono molto, spesso intorno al 70–80% sia in avanti sia di lato, perché il software deve ritrovare gli stessi punti in più immagini. Per le facciate e i modelli 3D si aggiungono foto oblique.
- Punti di controllo: per un rilievo preciso si misurano a terra alcuni punti ben visibili dall’alto (vedi sotto).
- Elaborazione: un software di fotogrammetria riconosce i punti comuni tra le foto, ricostruisce la geometria e produce ortofoto e modelli.
- Controllo e consegna: si verificano gli errori sui punti di controllo e si consegnano i file nel sistema di coordinate richiesto.
Precisione: GSD, punti di controllo, RTK
Il GSD (Ground Sample Distance) è la dimensione a terra di un pixel della foto: più è piccolo, più dettagli vedi. Dipende da sensore, obiettivo e quota:
GSD (cm/pixel) = larghezza del sensore (mm) × quota (m) × 100 ÷ (focale (mm) × larghezza dell’immagine (pixel)). Esempio: sensore da 13,2 mm, focale 8,8 mm, foto larga 5472 pixel, quota 100 m → circa 2,7 cm per pixel. A 50 m il GSD si dimezza.
- Punti di controllo (GCP): bersagli a terra misurati con un ricevitore GNSS di precisione. Ancorano il modello alle coordinate reali e permettono di misurarne l’errore.
- RTK e PPK: droni con ricevitore GNSS di precisione che correggono la posizione di ogni foto in tempo reale (RTK) o dopo il volo (PPK). Riducono i punti di controllo necessari, ma qualche punto di verifica resta buona pratica.
- Luce e vento: luce uniforme, poche ombre nette e foto non mosse contano quanto la tecnologia.
Cosa si ottiene
| Prodotto | Cos’è | Per esempio |
|---|---|---|
| Ortofoto | Foto zenitale corretta, misurabile come una mappa | Base per progetti, confini, stato dei luoghi |
| Nuvola di punti | Milioni di punti 3D con colore | Misure, sezioni, rilievi di edifici |
| DSM e DTM | Modelli digitali della superficie (con edifici e alberi) e del terreno (senza) | Pendenze, curve di livello, drenaggi |
| Modello 3D texturizzato | Superficie 3D con le foto applicate | Facciate, coperture, beni culturali |
| Volumi | Calcolo tra la superficie e un piano o un altro rilievo | Cumuli in cava, scavi, riporti |
Le regole per volare
Per le regole europee un rilievo non è diverso da un altro volo: contano drone, distanze dalle persone e rischio, non il fatto che sia un lavoro (guida drone per lavoro: cosa serve).
- Categoria aperta: il volo automatico a griglia è ammesso se il drone resta a vista e tu puoi riprenderne il controllo in ogni momento; massimo 120 m dal terreno. In campagna, lontano da case e persone, basta spesso la sottocategoria A3; vicino a zone abitate servono un drone di classe adatta e l’attestato giusto (che attestato mi serve?).
- Categoria Specific: aree grandi da coprire oltre la vista, rilievi in centro abitato con droni pesanti o sopra persone richiedono una dichiarazione (scenari standard) o un’autorizzazione (guida sulla categoria Specific).
- Sempre: registrazione dell’operatore, assicurazione che copra l’uso professionale, zone geografiche, permesso del proprietario dell’area quando serve.
- Privacy: un’ortofoto ad alta risoluzione può mostrare persone, targhe e cortili. Pianifica l’area, evita di riprendere più del necessario e tratta i dati con cura (guida su privacy e riprese).
Quando un rilievo serve per pratiche edilizie, catastali o progetti, gli elaborati di solito li firma un tecnico abilitato: il pilota può essere lui stesso o lavorare per lui.
Leggi ancheI droni nel lavoro: come si usano in video, ispezioni, rilievi, agricoltura e altri settoriFoto e video, immobiliare, ispezioni e termografia, rilievi, agricoltura,… · 5 minErrori comuni
- Volare troppo alto per «fare prima»: il GSD peggiora e il limite resta 120 m dal terreno, anche in collina.
- Sovrapposizione scarsa: il software non ricostruisce zone uniformi come prati, acqua o tetti chiari.
- Nessun punto di controllo: il modello sembra bello ma le misure possono essere sbagliate di metri.
- Dimenticare il terreno in salita: con quota costante dal decollo il drone si avvicina al pendio e il GSD cambia (alcune app seguono il terreno).
Mettiti alla prova
1. Cosa misura il GSD?
La dimensione a terra di un pixel della foto: più è piccolo, più il rilievo è dettagliato. Diminuisce abbassando la quota.
2. Un rilievo a pagamento in campagna, lontano da persone e case, con il drone sempre a vista: serve un’autorizzazione?
No: è un’operazione in categoria aperta, di solito in sottocategoria A3 con l’attestato A1/A3. Restano registrazione, assicurazione e zone geografiche.
3. A cosa servono i punti di controllo a terra?
A collegare il modello alle coordinate reali e a misurarne l’errore.
Fonti
- Regolamento di esecuzione (UE) 2019/947, allegato UAS.OPEN.010–060 (categoria aperta, volo a vista, 120 m) – EUR-Lex
- EASA, «Open Category — Low Risk — Civil Drones» – easa.europa.eu
- ENAC, categoria specifica – enac.gov.it



