In breveIl drone è diventato uno strumento di lavoro in molti mestieri: foto e video, immobiliare e turismo, ispezioni di tetti, impianti e infrastrutture, termografia, rilievi per edilizia e topografia, agricoltura, beni culturali, sicurezza e consegne. Molti lavori si fanno in categoria aperta con l’attestato giusto; altri, come il volo oltre la vista o lo spargimento di prodotti, richiedono la categoria Specific. Qui trovi, settore per settore, cosa si fa, con che drone e con quali regole.
Una premessa che vale per tutti i settori: per le regole europee non conta se voli per hobby o per lavoro, conta il rischio dell’operazione. Registrazione, assicurazione e documenti per chi lavora sono nella guida drone per lavoro: cosa serve.
Foto e video
Pubblicità, cinema, documentari, social, sport, matrimoni ed eventi. Si usano droni leggeri e pieghevoli per la maggior parte dei lavori e droni più grandi con fotocamere professionali per il cinema; per le riprese dinamiche anche droni FPV (con l’osservatore accanto al pilota, guida FPV).
- Regole tipiche: categoria aperta. Con persone intorno contano classe del drone e attestato: C0 o C1 in A1, C2 in A2 con l’attestato A2. Mai sopra le folle.
- Attenzione: privacy delle persone riprese e permessi dei luoghi (privacy e riprese, droni in città).
Immobiliare e turismo
Foto e video di case, ville, terreni, agriturismi, hotel e borghi: il drone mostra posizione, contesto e spazi esterni che da terra non si vedono. È uno dei lavori più richiesti e spesso si fa con droni leggeri.
- Regole tipiche: immobili isolati in A3 con l’attestato A1/A3; in paese con un C1 in A1 senza sorvolare chi passa, o con un C2 e l’attestato A2.
- Attenzione: proprietà dei vicini e zone geografiche, frequenti vicino a centri abitati e aeroporti.
Ispezioni e termografia
Il drone porta una fotocamera dove servirebbero ponteggi, piattaforme o corde: tetti e grondaie, facciate, camini, campanili, pale eoliche, tralicci, ponti, serbatoi. Con una termocamera vede le differenze di temperatura: pannelli fotovoltaici guasti, dispersioni di calore negli edifici, infiltrazioni. Per le ispezioni si usano spesso droni con zoom ottico e termocamera.
- Regole tipiche: molte ispezioni sono lontano dalle persone (A3) o in aree chiuse al pubblico, dove i presenti sono «persone coinvolte» informate e d’accordo (chi è coinvolto). Linee lunghe da seguire oltre la vista (oleodotti, linee elettriche, ferrovie) sono operazioni Specific.
- Attenzione: vicino a strutture metalliche e linee elettriche bussola e segnale possono avere interferenze (perdita del segnale).
Rilievi, edilizia e topografia
Geometri, ingegneri, architetti, imprese e cave usano il drone per rilievi del terreno, ortofoto, modelli 3D, calcolo dei volumi e controllo dell’avanzamento dei cantieri. Tutto il metodo è spiegato nella guida sull’aerofotogrammetria con il drone.
- Regole tipiche: categoria aperta per aree che si coprono restando a vista e sotto i 120 m; Specific per grandi estensioni oltre la vista.
Agricoltura
Due usi molto diversi. Il primo è osservare: mappe dei campi, conteggio delle piante, danni da grandine o animali, con sensori multispettrali lo stato di salute della vegetazione. Il secondo è intervenire: droni che spargono prodotti o semi.
- Osservare: in genere categoria aperta, spesso in A3 lontano dalle case.
- Spargere o rilasciare materiale: non è possibile in categoria aperta, dove il drone non deve lasciar cadere nulla; serve la categoria Specific. Per i prodotti fitosanitari valgono in più le regole nazionali sui trattamenti, molto restrittive per i trattamenti dall’alto: vanno verificate prima di ogni progetto.
Beni culturali, ambiente, sicurezza, consegne
- Beni culturali e archeologia: rilievi 3D di monumenti, scavi e ruderi; spesso servono anche i permessi di chi gestisce il sito.
- Ambiente: frane, coste, fiumi, discariche, censimento della fauna. Nelle aree protette ci sono regole e autorizzazioni in più.
- Sicurezza ed emergenze: vigili del fuoco, protezione civile e forze dell’ordine usano i droni con regole proprie; un privato può lavorare per un ente solo nel rispetto delle regole ordinarie.
- Consegne e logistica: trasporti oltre la vista e in città sono operazioni della categoria Specific, legate allo sviluppo dello U-space (spazio aereo).
Leggi anchePermessi per volare con il drone in parchi, centri storici e monumenti: come si chiedono (e il caso di Roma)Chi autorizza cosa: zone D-Flight, Prefettura, Ente Parco, gestori… · 7 minDa dove iniziare
- Scegli il settore e il drone adatto (primo drone, schede droni).
- Prendi l’attestato giusto: quasi sempre A1/A3, e l’A2 se lavori vicino alle persone con un C2. Lo scopri anche con Che attestato mi serve?
- Registrati come operatore, stipula un’assicurazione che copra l’uso professionale e impara a leggere le zone D-Flight.
- Se l’attività lo richiede, valuta la categoria Specific.
- Hai l’attestato? Fatti trovare nell’elenco dei piloti di droni.
Mettiti alla prova
1. Un agricoltore vuole spargere semi con il drone. Basta l’attestato A1/A3?
No: in categoria aperta il drone non deve lasciar cadere nulla. Serve la categoria Specific, con le regole nazionali sui trattamenti se si tratta di prodotti fitosanitari.
2. Ispezioni il tetto di un capannone chiuso al pubblico, con i soli dipendenti informati e d’accordo. Chi sono per le regole?
Persone coinvolte: hanno dato il consenso e conoscono rischi e procedure. Chi non ha dato il consenso resta una persona non coinvolta.
3. Una consegna di pacchi oltre la vista del pilota: in che categoria?
In categoria Specific: il volo oltre la vista non è ammesso in categoria aperta.
Fonti
- Regolamento di esecuzione (UE) 2019/947, art. 4 e 5, allegato UAS.OPEN.010–060 – EUR-Lex
- EASA, «Open Category — Low Risk — Civil Drones» e «Specific Category» – easa.europa.eu
- ENAC, droni – enac.gov.it



