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Permessi per volare con il drone in parchi, centri storici e monumenti: come si chiedono (e il caso di Roma)

Chi autorizza cosa: zone D-Flight, Prefettura, Ente Parco, gestori dei monumenti, Comune. Come si scrive la richiesta e cosa serve per Colosseo, Fori e centro di Roma.

Redazione xdroni · Fonti verificate il

Il Colosseo visto dal basso
Foto: Midicloriano su Pixabay

In brevePer volare in un parco, in un centro storico o vicino a un monumento non basta l’attestato: ogni «pezzo» del volo può avere il suo permesso. Lo spazio aereo lo regolano ENAC e le zone di D-Flight; l’ordine pubblico nelle zone di sicurezza la Prefettura; il parco l’Ente Parco; il monumento e le sue immagini chi lo gestisce; il suolo da cui decolli il proprietario o il Comune. A Roma, per il Colosseo e il centro, il nulla osta per i droni lo dà la Prefettura e servono settimane di anticipo. Per un volo amatoriale, in questi luoghi, di fatto non si vola.

Chi decide cosa

CosaChi decideDove si vede
Spazio aereo (aeroporti, zone vietate o regolamentate)ENAC, con le zone geografiche UASD-Flight
Ordine e sicurezza pubblica nelle zone sensibiliPrefetturaZona su D-Flight e sito della Prefettura
Parchi naturali e aree protetteEnte Parco, per le zone pubblicate da ENACD-Flight e regolamento del parco
Sito archeologico, museo, monumentoChi lo gestisce (Ministero della Cultura, Comune, privati)Regolamento del sito
Foto e video dei beni culturali per uso commercialeChi gestisce il bene (Codice dei beni culturali, art. 107–108)Regolamento del sito
Area da cui decolli e atterriProprietario o Comune (suolo pubblico)—

Ogni permesso copre solo la sua parte: il nulla osta della Prefettura non autorizza le riprese commerciali di un monumento, e il permesso del monumento non apre una zona vietata su D-Flight. Restano sempre le regole del volo: attestato, distanze dalle persone, mai sopra gli assembramenti, assicurazione e privacy.

Passo 1: le zone di D-Flight

Si parte sempre da qui: controlla il punto e l’orario su D-Flight (o con il nostro strumento Dove posso volare?) e leggi la zona con la guida sulle zone D-Flight. Secondo la circolare ENAC ATM-09A:

  • Zone P (proibite) e D (pericolose): vietate ai droni. Le eventuali deroghe seguono le regole degli aerei con equipaggio.
  • Zone R (regolamentate): vietate quando sono attive.
  • Zone vicino agli aeroporti: dove il volo è vietato in categoria aperta, si può operare solo in categoria specifica, con il nulla osta di ENAC (o dell’Aeronautica Militare) per l’uso dello spazio aereo (come si chiede).

In pratica: se la zona è vietata, un volo amatoriale non si fa. Un lavoro si può fare solo passando dalla categoria specifica e dalle autorizzazioni previste, con tempi lunghi.

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Passo 2: parchi e aree protette

La legge sui parchi (L. 394/1991) vieta il sorvolo non autorizzato. ENAC chiarisce che per i droni sono vietate le aree dei parchi il cui divieto è pubblicato su D-Flight, e che il nulla osta lo rilascia l’Ente Parco che ha chiesto il divieto. Chiedilo scrivendo all’Ente Parco con le informazioni elencate più sotto, e leggi anche il regolamento del parco su accessi, sentieri e fauna. Tutti i dettagli nella guida droni nei parchi e nelle aree protette; per le aree marine, la guida drone al mare.

Passo 3: centri storici e monumenti

  • Non c’è un divieto generale sui centri storici: contano le zone D-Flight, le persone e la sottocategoria (guida droni in città e nei centri storici). Ma piazze e vie turistiche sono quasi sempre affollate: in categoria aperta non si sorvolano gli assembramenti.
  • Siti archeologici e monumenti gestiti (Ministero della Cultura, Comuni, fondazioni) hanno i loro regolamenti: spesso il volo è escluso durante l’apertura al pubblico e le riprese professionali vanno autorizzate in anticipo.
  • Immagini: foto e video per uso personale, di studio o per far conoscere il patrimonio sono di norma libere; l’uso commerciale delle immagini dei beni culturali pubblici richiede l’autorizzazione di chi li gestisce, spesso con un canone.
  • Decollo: da un’area privata serve il permesso del proprietario; occupare suolo pubblico con attrezzature (cavalletti, postazioni) può richiedere un permesso del Comune.

L’esempio di Roma: Colosseo e centro storico

Roma è il caso più complicato d’Italia: aeroporti vicini, sedi istituzionali, Città del Vaticano, siti archeologici e folla tutto l’anno.

  • Prefettura di Roma: la sua pagina sui droni indica la zona P244, individuata da ENAC per gli edifici istituzionali, dove il volo è vietato, e la procedura per il nulla osta per l’ordine e la sicurezza pubblica: modello ATM 05 in bollo, inviato via PEC almeno 10 giorni lavorativi prima, con motivazione delle riprese, aree, giorno e orari. Per l’area del carcere di Regina Coeli la richiesta va anche al Ministero della Giustizia; per Fori Imperiali, Colosseo, piazza Venezia e Campidoglio anche alla Sovrintendenza capitolina e al Parco archeologico del Colosseo. La pagina è segnata come «sito storico»: prima di inviare verifica che la procedura sia ancora quella e controlla le zone attuali su D-Flight.
  • Colosseo e Fori: il regolamento del Parco archeologico del Colosseo (2022) stabilisce che l’uso dei droni è autorizzato esclusivamente dalla Prefettura di Roma e non è consentito durante l’orario di apertura al pubblico. Le riprese professionali si chiedono al Parco con il Modulo A, almeno 30 giorni prima per riprese da 1 a 3 giorni, e l’uso commerciale delle immagini prevede un canone.
  • Immagini dei beni del Comune: Roma Capitale chiede un’autorizzazione per l’uso pubblico o commerciale delle immagini del suo patrimonio riprese con il drone; la Sovrintendenza capitolina non è competente per i beni dello Stato come Colosseo, Castel Sant’Angelo e Altare della Patria. L’autorizzazione riguarda solo le immagini: i permessi di volo vanno chiesti a parte.
  • Piazza di Spagna, Fontana di Trevi, piazza Navona: sono quasi sempre affollate, quindi un sorvolo in categoria aperta sarebbe un sorvolo di assembramento; in più vanno controllate le zone sul punto esatto. Le riprese in questi luoghi si fanno solo da professionisti, con le autorizzazioni, di solito all’alba.

Volare senza le autorizzazioni in questi luoghi espone a sanzioni e al sequestro del drone, anche se pesa meno di 250 grammi. Sul modulo ENAC dello spazio aereo, invece, la marca da bollo non va attaccata: come si riempie il riquadro di bollo e diritti.

Come si scrive una richiesta

Che sia per un Ente Parco, una Prefettura o il gestore di un sito, una richiesta chiara viene valutata prima. Metti sempre:

  • Chi sei: nome o società, recapiti, codice operatore D-Flight.
  • Chi pilota: nome e numero dell’attestato (A1/A3, A2 o autorizzazione Specific).
  • Il drone: modello, classe, peso, numero di serie.
  • Dove: mappa con l’area di volo, i punti di decollo e atterraggio e la zona di sicurezza a terra.
  • Quando: giorno, orari e una data di riserva in caso di maltempo.
  • Cosa e perché: scopo del volo (riprese per un cliente, rilievo, documentario) e uso delle immagini.
  • Come: quota massima, durata, misure per tenere lontane le persone, procedure di emergenza.
  • Allegati: polizza di assicurazione, attestato, eventuali altre autorizzazioni già ottenute.

Muoviti per tempo (settimane, non giorni), usa la PEC quando l’ente la indica e conserva le risposte: durante il volo porta con te tutte le autorizzazioni (documenti da avere in volo).

Per la parte sul modulo ENAC c’è il compilatore dei moduli: dal punto sulla mappa tira fuori l’ATM-05 o l’ATM-09A già compilato, da stampare e firmare.

L’ordine dei passi, dalla lettura delle zone su D-Flight fino alla mail da mandare, è nella guida su come chiedere il permesso passo passo.

Errori comuni

  • «Ho l’attestato, quindi posso»: l’attestato riguarda il pilota, non i permessi del luogo.
  • «Il mio drone pesa meno di 250 g»: zone vietate, regolamenti dei siti e assembramenti valgono anche per lui.
  • «Ho chiesto ieri»: Prefetture e siti culturali chiedono da 10 giorni lavorativi a un mese o più.
  • «Su D-Flight è libero, quindi posso decollare dal monumento»: il sito ha il suo regolamento e il suo proprietario.

Mettiti alla prova

1. Chi autorizza l’uso dei droni al Parco archeologico del Colosseo?

Secondo il regolamento del Parco, esclusivamente la Prefettura di Roma; durante l’orario di apertura al pubblico il volo non è consentito.

2. Una zona P su D-Flight si può sorvolare con un drone sotto i 250 grammi?

No: le zone P e D sono vietate alle operazioni con i droni, qualunque sia il peso.

3. Hai il nulla osta della Prefettura: puoi vendere le riprese del monumento?

Non ancora: per l’uso commerciale delle immagini di un bene culturale serve anche l’autorizzazione di chi lo gestisce.

Fonti

  • ENAC, circolare ATM-09A «Criteri d’implementazione e procedure per Zone Geografiche», par. 5 e 8 – enac.gov.it
  • ENAC, «Voli con droni (UAS): limitazioni e riserve dello spazio aereo» – enac.gov.it
  • Prefettura di Roma, «Droni – no fly zone» (pagina storica, ultima modifica 12/01/2022) – prefettura.it
  • Parco archeologico del Colosseo, Regolamento riproduzioni dei beni culturali in gestione (delibera CdA n. 5 del 24/10/2022), art. 2 e 5 – cultura.gov.it
  • Roma Capitale, autorizzazione per riprese con drone del patrimonio culturale – comune.roma.it
  • Legge 6 dicembre 1991, n. 394, art. 11 – Normattiva; D.Lgs. 22 gennaio 2004, n. 42, art. 106–108 – Normattiva

Questa guida spiega le regole con esempi e non sostituisce i testi ufficiali né le verifiche su D-Flight prima di ogni volo.

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