Guida · 9 min di lettura

Chiedere il permesso di volo con il drone passo passo: da D-Flight alla PEC

La procedura vera, in ordine: controllo su D-Flight, scelta del modulo, bollo e diritti, compilazione, testo della PEC, tempi di anticipo e cosa succede dopo.

Redazione xdroni · Fonti verificate il

Torre di controllo ENAV dell'aeroporto di Roma-Urbe vista oltre la recinzione con filo spinato
Foto: Carlo Dani, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons (ridimensionata)

Le altre guide spiegano quali autorizzazioni esistono. Questa spiega come si fa: dal momento in cui apri la mappa al momento in cui mandi la PEC, in ordine, senza saltare i pezzi noiosi come il bollo e il testo del messaggio. Il percorso è lo stesso per tutta Italia; cambiano i destinatari e i giorni di anticipo.

Prima di partire: che pilota sei

È la domanda che chiude in partenza metà dei percorsi, e va fatta subito.

  • Attestato A1/A3 o A2, categoria aperta: puoi chiedere il nulla osta per le zone P, R e D istituite per motivi diversi dalla sicurezza del volo, cioè quelle chieste da una Prefettura o da un ministero. Non puoi invece farti autorizzare a volare dentro le fasce di sicurezza intorno agli aeroporti: lì la categoria aperta è vietata e non esiste un modulo.
  • Categoria specifica, con autorizzazione ENAC o dichiarazione di scenario standard: puoi chiedere anche la riserva di spazio aereo con il Modello ATM-09A.

Se vuoi il quadro completo di chi autorizza cosa, sta nella guida Autorizzazioni di volo con il drone.

Passo 1. Guarda il punto su D-Flight

Apri d-flight.it e cerca il punto esatto da cui decolli, non il quartiere. Di ogni zona che lo copre segnati tre cose: come si chiama, da che quota a che quota vale e di che tipo è (zona vietata, fascia aeroportuale, NOTAM). Il nome dell’ente a cui scrivere, invece, sulla mappa quasi mai c’è: la scheda mostra il tipo e una nota, spesso vuota. Quel contatto sta nel file delle zone che D-Flight fa scaricare, ed è quello che legge il nostro compilatore dei moduli; in mancanza, si chiede all’ufficio. Guarda anche i NOTAM del giorno, che sono chiusure a tempo e non compaiono nelle zone permanenti.

Barra di ricerca di D-Flight con la scritta «Castel sant angelo» e tre risultati: Roma e due a Rieti
La ricerca per nome dà più risultati: «Castel Sant’Angelo» è a Roma, ma anche un comune in provincia di Rieti. Scegli la riga giusta o, meglio, incolla le coordinate del punto. Schermata di D-Flight (fondo © OpenStreetMap contributors).
Scheda D-Flight con la zona LI P244 Roma aperta: tipo «Zone vietate» e nota vuota
La riga «LI P244 – ROMA (edifici istituzionali)» aperta: la mappa dà il tipo («Zone vietate») e una nota, qui vuota. Il nome dell’ente e la PEC non ci sono: stanno nel file delle zone da scaricare. Schermata di D-Flight (fondo © OpenStreetMap contributors).

Se i colori e le quote non ti dicono niente, la guida Come leggere la mappa D-Flight passo passo fa questo pezzo con le immagini.

Passo 2. Decidi se un permesso serve davvero

Qui si risparmiano settimane. Le zone non partono tutte da terra: ognuna ha una quota di inizio, e sotto quella quota il tuo punto non è dentro la zona. Se la fascia dell’aeroporto comincia a 45 metri dal suolo e tu voli a 30, quella zona non ti riguarda e non c’è niente da chiedere.

Scheda D-Flight di una zona con altezza massima Open 45 metri e regole che partono da 45 metri dal suolo
Una fascia gialla vicino a Perugia: «Open altezza max 45 m» e, nelle regole, «la zona geografica è definita a partire da altezza minima di 45 metri dal suolo». Sotto quei 45 metri il punto non è dentro la zona e non c’è niente da chiedere. Schermata di D-Flight (fondo © OpenStreetMap contributors).
  • Zona che parte da terra e chiesta da un’amministrazione (Prefettura, ministero): serve il nulla osta, Modello ATM-05.
  • Fascia di sicurezza intorno a un aeroporto che comincia sopra il livello del suolo: resta sotto quella quota e non serve niente; per salire oltre serve la categoria specifica.
  • Fascia di sicurezza che parte da terra: in categoria aperta non si vola, e non c’è un permesso da chiedere.
  • NOTAM: non si chiede niente, si sposta il volo.

Passo 3. Scegli il modulo giusto

I moduli ENAC che si assomigliano sono due, e si sbaglia spesso.

  • Modello ATM-05, allegato della circolare ATM-05B: nulla osta per volare in una zona P, R o D. Va in bollo e si manda all’amministrazione che ha chiesto la zona, con copia a ENAC.
  • Modello ATM-09A, allegato «C» della circolare ATM-09A: riserva di spazio aereo. Si manda a ENAC Direzione Aeroportuale e, dove ci sono i servizi del traffico aereo, a ENAV. Niente marca da bollo, ma si pagano i diritti.

Il confronto completo, con i destinatari e le immagini dei due moduli compilati, sta nel capitolo L’altro modulo: ATM-05 per le zone P, R e D.

Passo 4. Paga prima di scrivere

Sembra un dettaglio ed è il motivo più comune per cui una pratica torna indietro: gli estremi del pagamento vanno dentro la domanda, quindi il pagamento viene prima.

Se mandi l’ATM-05: la marca da bollo

L’imposta di bollo sulle istanze alla pubblica amministrazione è di 16 euro. Il modulo va in bollo anche quando lo mandi via PEC, e si fa in uno di questi modi:

  1. compri la marca da bollo da 16 euro dal tabaccaio, la applichi sul modulo stampato, lo firmi, lo scansioni e mandi la scansione;
  2. oppure, sul modulo firmato digitalmente, riporti il numero identificativo della marca (le cifre stampate sul contrassegno) con data e ora di emissione, e conservi l’originale annullato, senza riutilizzarlo per altre pratiche.

Esiste anche il bollo digitale @e.bollo dell’Agenzia delle Entrate, che si paga con pagoPA: funziona però attraverso i portali delle amministrazioni che lo hanno attivato, non per una PEC qualsiasi. Prima di scegliere, chiedi all’ufficio destinatario come vuole il bollo: ogni amministrazione dà le sue istruzioni, e una riga di PEC in anticipo costa meno di una pratica respinta.

Se mandi l’ATM-09A: i diritti ENAC

Qui la marca da bollo non serve: sul modulo è stampato «Bollo assolto in modo virtuale», cioè lo versa ENAC. La stessa riga è stampata anche sull’ATM-05 — la testa dei due moduli è uguale — ma per il nulla osta la circolare ATM-05B chiede lo stesso la richiesta in bollo, come visto sopra. Si pagano invece i diritti secondo il Regolamento per le tariffe ENAC, su servizionline.enac.gov.it, e il codice della fattura con l’anno del versamento vanno nel riquadro in alto a destra del modulo. Come si riempie quel riquadro è spiegato nella guida sulle autorizzazioni.

Passo 5. Compila il foglio

I campi che fanno sbagliare sono sempre gli stessi quattro.

  • Coordinate: in gradi, primi e secondi, formato aeronautico come 414830N 0121410E, non i decimali che ti dà il telefono. Servono il punto di decollo, quello di atterraggio e, se l’area non è un cerchio, i vertici.
  • Quote: sull’ATM-09A si scrivono in piedi sopra il suolo o sul mare (AGL o AMSL). Si usa «SFC» per indicare il suolo. Scrivi la quota a cui voli davvero, non il tetto della zona.
  • Date e orari: giorni singoli separati dalla virgola, periodi con il trattino, e va detto se l’orario è locale o UTC. Si possono scrivere «ALBA/TRAMONTO» o «H24»; la parola «prefestivo» no.
  • Chi sei: codice operatore UAS, numero dell’attestato e, per l’ATM-09A, il numero dell’autorizzazione ENAC o della dichiarazione.

I due riquadri in fondo all’ATM-09A, «Fornitore SNA civile» e «Fornitore SNA militare», non li compili tu: sono per chi fa la valutazione del traffico aereo.

Passo 6. Scrivi la PEC

La PEC non è una formalità: è il documento che fa fede sulla data di invio, e da quella data si contano i giorni di anticipo. Serve una casella PEC tua (quella di un parente o del commercialista crea solo confusione sull’identità del richiedente).

Una richiesta, una PEC. Se le zone sul tuo punto sono due, le amministrazioni sono due e i messaggi sono due.

L’oggetto

Richiesta di nulla osta al sorvolo con UAS - zona LI P244 Roma - 10/12 marzo 2026

Nell’oggetto mettici la cosa che chiedi, la zona e le date: è quello che l’ufficio legge per smistare il messaggio.

Il testo

Spett.le Prefettura di Roma,

in allegato trasmetto il Modello ATM-05 con la richiesta di nulla osta
al sorvolo con aeromobile senza equipaggio (UAS) della zona LI P244,
nei giorni e negli orari indicati nel modulo.

Operatore UAS: ITA-OP-XXXXXXXXXX
Attestato di competenza: ITA-RP-XXXXXXXXXX
Imposta di bollo assolta con contrassegno n. 01190123456789
del 2 febbraio 2026, conservato in originale e non riutilizzato.

Resto a disposizione per ogni chiarimento.

Nome Cognome
telefono - PEC

Gli allegati

  • il modulo firmato, in PDF;
  • la copia di un documento d’identità, se l’amministrazione la chiede (per le zone sopra gli istituti penitenziari è obbligatoria);
  • la ricevuta dei diritti, per l’ATM-09A;
  • la documentazione dell’operatore richiesta dalla circolare, quando serve.

Conserva le due ricevute della PEC, quella di accettazione e quella di consegna: sono la prova dei giorni di anticipo.

Passo 7. Quanto prima va mandata

CasoGiorni prima
ATM-09A, aeroporto civile con servizi del traffico aereo di ENAV35
ATM-09A, aeroporto civile senza servizi del traffico aereo15
ATM-09A, aeroporto o spazio aereo militare60
ATM-05, zone P sopra gli istituti penitenziari15, e solo per lavoro aereo
ATM-05, altre zonelo decide l’amministrazione: chiedi

I 7 giorni che si sentono ripetere non sono il termine per mandare la richiesta: sono il NOTAM, che esce almeno 7 giorni prima del volo quando la pratica è già stata accolta.

Leggi ancheSpazio aereo per chi vola con il drone: CTR, ATZ, zone P, R, D e NOTAMLe sigle dello spazio aereo spiegate semplici: controllato e… · 3 min

Passo 8. Cosa succede dopo

Per l’ATM-09A il percorso è scritto nella circolare: ENAV (o l’Aeronautica Militare) manda la valutazione del traffico aereo alla Direzione Aeroportuale entro 20 giorni; la Direzione valuta, può aggiungere prescrizioni, e se l’esito è positivo chiede il NOTAM e ti comunica il nulla osta. La zona temporanea dura al massimo 90 giorni, estendibili di altri 30 nell’arco di un anno.

Per l’ATM-05 risponde l’amministrazione che ha chiesto la zona, con i suoi tempi. Se non arriva niente e il volo si avvicina, scrivi una PEC di sollecito allegando la ricevuta della prima: il silenzio non vale come sì.

Passo 9. Il giorno del volo

  • Ricontrolla i NOTAM: ne escono di nuovi anche il giorno stesso.
  • Porta con te il nulla osta, l’attestato, il codice operatore e l’assicurazione.
  • Rispetta le prescrizioni scritte nella risposta: orari, quote, distanze. Fanno parte del permesso.
  • Ricorda che il permesso riguarda lo spazio aereo, non il suolo: per decollare da un’area pubblica serve l’assenso di chi la gestisce.

Gli errori che fanno tornare indietro la pratica

  • Mandare il modulo senza bollo o senza gli estremi del pagamento.
  • Scrivere le coordinate in decimali invece che in gradi, primi e secondi.
  • Non dire se l’orario è locale o UTC.
  • Mandare la richiesta a un solo destinatario quando la circolare ne prevede due.
  • Chiedere l’autorizzazione per volare in categoria aperta dentro una fascia di sicurezza aeroportuale: quella richiesta non esiste.
  • Mandare tutto una settimana prima, scambiando il NOTAM per il termine di invio.

Fonti ufficiali

  • ENAC, circolare ATM-09A «UAS-IT: criteri d’implementazione e procedure per Zone Geografiche», paragrafi 5, 6 e 9 e allegato «C» – enac.gov.it
  • ENAC, circolare ATM-05B, capitolo 11 e allegato «A» (Modello ATM-05) – PDF su enac.gov.it
  • ENAC, pagamento dei diritti – servizionline.enac.gov.it
  • Agenzia delle Entrate, imposta di bollo sulle istanze trasmesse alla PA e servizio @e.bollo – agenziaentrate.gov.it
  • D-Flight, mappa delle zone geografiche UAS – d-flight.it

Questa guida spiega le regole con esempi e non sostituisce i testi ufficiali né le verifiche su D-Flight prima di ogni volo.

Guide collegate

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