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Autorizzazioni di volo con il drone: quali esistono, quando servono e a chi si chiedono

Riserva di spazio aereo e Modello ATM-09A, nulla osta, permessi a terra: chi autorizza cosa, con quali tempi, e perché in categoria aperta spesso non c’è nessun modulo da compilare.

Redazione xdroni · Fonti verificate il

Cartello «No drone zone» con la mappa della zona vietata, in una via di Helsinki
Foto: Eric Fischer, CC BY 2.0, via Wikimedia Commons (ridimensionata)

In breve«Autorizzazione di volo» non è una cosa sola: sono permessi diversi, dati da enti diversi. Nelle zone vicino agli aeroporti il volo in categoria aperta è vietato, salvo la deroga degli ostacoli, e non esiste un modulo per farselo autorizzare: l’autorizzazione dello spazio aereo (la riserva, con il Modello ATM-09A, che ENAC pubblica come PDF compilabile) riguarda la categoria specifica e va chiesta 15, 35 o 60 giorni prima a seconda dell’aeroporto. Per entrare in una zona P, D o R c’è invece un altro modulo, l’ATM-05 in bollo, e si manda a chi ha chiesto la zona — a Roma la Prefettura. Restano poi i permessi «a terra»: Ente Parco, Comune, proprietario dell’area, gestore del monumento. Per un volo amatoriale, nel 90% dei casi la domanda giusta non è «a chi chiedo il permesso» ma «questo volo si può fare o no».

Le autorizzazioni non sono una sola

Quando si parla di «autorizzazione al volo» si mettono insieme cose molto diverse, con enti, moduli e tempi diversi. Prima di scrivere a qualcuno conviene capire quale pezzo del volo ti manca.

Qui sotto trovi quali autorizzazioni esistono e chi le rilascia. Se invece hai già un volo in mente e vuoi sapere cosa fare, nell’ordine, c’è la guida su come chiedere il permesso passo passo: parte dalla mappa di D-Flight e arriva alla PEC.

Serve perCome si chiamaA chi si chiedeQuanto prima
Volare nelle zone vicino agli aeroporti, o dove lo chiede l’analisi del rischioRiserva di spazio aereo (Modello ATM-09A)ENAC – Direzione Aeroportuale competente, con valutazione ATS di ENAV; Aeronautica Militare per gli aeroporti militari35 giorni (civili con servizi ATS), 15 (civili senza), 60 (militari)
Volare oltre i 120 metri dal suoloRiserva di spazio aereoCome sopraCome sopra
Volare sul sedime di un aeroporto (ispezioni, rilievi)Autorizzazione operativa ENACENAC (art. 12 Reg. UE 2019/947)Dipende dalla pratica
Volare in una zona P, D o R, o in una zona rossa istituita per motivi diversi dalla safetyNulla osta (Modello ATM-05, in bollo)L’amministrazione che ha chiesto la zona: Prefettura, ministero, altre15 giorni per le zone sopra le carceri; per le altre lo decide l’amministrazione
Volare in un parco o area protetta, dove l’area è pubblicata su D-FlightNulla ostaEnte ParcoGiorni o settimane
Volare a meno di 50 metri da un ostacolo artificialePermesso del proprietarioProprietario o responsabile dell’ostacoloPrima del volo
Decollare e atterrare da un’areaPermesso del suoloProprietario o Comune, se è suolo pubblicoDipende dal Comune

Ogni permesso copre solo la sua parte: il nulla osta di un Ente Parco non apre una zona rossa su D-Flight, e la riserva di spazio aereo non ti dà il diritto di decollare dal giardino di qualcun altro. Per i permessi dei luoghi c’è una guida a parte sui permessi in parchi, centri storici e monumenti.

In categoria aperta non c’è un modulo

È il punto che fa perdere più tempo a chi inizia. Nelle zone geografiche istituite per motivi di safety intorno agli aeroporti, la circolare ENAC ATM-09A è secca: le operazioni in categoria aperta sono vietate — fatta salva la deroga sugli ostacoli di cui parliamo più sotto — mentre quelle in categoria specifica o certificata sono permesse seguendo le procedure della circolare. Tradotto: con l’attestato A1/A3 o A2 e un drone da hobby non esiste un modulo da compilare per entrare in area rossa. Non è che la richiesta viene rifiutata: non è prevista.

C’è però una cosa che molti non guardano: le fasce intorno agli aeroporti hanno un piano di quota. L’area rossa parte da terra, ma l’arancione comincia a 25 metri (85 ft) dal suolo e la gialla a 45 metri (150 ft). Sotto quella quota non sei dentro la zona geografica, quindi lì il volo in categoria aperta resta possibile rispettando tutto il resto. Come si leggono queste fasce è spiegato nelle guide sulle zone D-Flight e su come leggere la mappa, e il punto preciso lo controlli con Dove posso volare?.

Zone P, D e R: i divieti e le deroghe

  • Zone P (proibite) e D (pericolose): vietate ai droni, sempre.
  • Zone R (regolamentate): vietate ai droni quando sono attive, secondo quanto pubblicato in AIP-Italia ENR 5 e replicato su D-Flight.

Le deroghe però esistono, e non passano da ENAC: si chiedono a chi ha voluto la zona, con il Modello ATM-05 della circolare ATM-05B. È la strada per la zona P244 di Roma, quella degli edifici istituzionali, dove il nulla osta lo dà la Prefettura.

Caso diverso e più interessante: alcune zone rosse sono state istituite per motivi che non c’entrano con la safety del volo (sicurezza, privacy, tutela ambientale). ENAC scrive che in quelle si può volare anche in categoria aperta, previo nulla osta dell’ente che ha chiesto la zona. Quale sia quell’ente lo si capisce dalla scheda della zona su D-Flight: a volte è una Prefettura, a volte un Ente Parco, a volte un gestore di impianti.

La riserva di spazio aereo e il Modello ATM-09A

Questa è l’autorizzazione «vera», quella che apre un pezzo di cielo. Secondo ATM-09A serve, di norma, in tre casi: dentro le zone geografiche vicino agli aeroporti, quando emerge dall’analisi del rischio prevista dall’art. 11 del Reg. UE 2019/947, e nel resto dello spazio aereo oltre i 120 metri dal punto più vicino della superficie terrestre.

Il nulla osta lo rilascia la Direzione Aeroportuale ENAC competente per territorio, oppure l’Aeronautica Militare. Si presenta il Modello ATM-09A (allegato «C» della circolare), con tempi diversi a seconda di dove voli:

  • Aeroporti civili e spazi aerei gestiti da ENAV (o da un altro fornitore di servizi certificato): modello almeno 35 giorni prima, inviato a ENAV via PEC e alla Direzione Aeroportuale ENAC, con i documenti dell’operatore e il pagamento dei diritti secondo il regolamento tariffe ENAC. La valutazione ATS di ENAV arriva alla Direzione entro 20 giorni dalla ricezione del modello.
  • Aeroporti civili senza servizi del traffico aereo (comprese avio, eli e idrosuperfici): modello almeno 15 giorni prima alla Direzione Aeroportuale ENAC, con documenti e pagamento dei diritti.
  • Aeroporti militari e spazi aerei dell’Aeronautica Militare: modello almeno 60 giorni prima al Comando Operazioni Aeree e alla Direzione Aeroportuale ENAC, in conoscenza all’ACU.

Se l’esito è positivo, la Direzione chiede l’emissione del NOTAM, che esce almeno 7 giorni prima dell’inizio delle operazioni e istituisce una zona temporaneamente regolamentata (R), pubblicata anche su D-Flight. La zona dura al massimo 90 giorni, estendibili su richiesta di altri 30 nell’arco di un anno. Dentro la riserva non si vola «liberi»: l’operatore deve comunicare in modo tracciabile inizio e fine delle operazioni all’ente ATS responsabile, segnalare ritardi e cancellazioni, e accettare che l’attivazione dell’area venga sospesa o ritardata in base al traffico.

Due note che evitano richieste inutili. Primo: la riserva presuppone un’operazione in categoria specifica, con la sua autorizzazione o dichiarazione. Secondo: sul sedime aeroportuale il meccanismo è un altro — serve l’autorizzazione operativa ENAC per esigenze legate all’aeroporto (ispezione pista, controllo luci, rilievi), e in quel caso non sono richiesti né la valutazione ATS né la riserva con NOTAM.

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Il modulo ENAC: dove si scarica e cosa chiede

Il Modello ATM-09A è l’allegato «C» della circolare, e ENAC lo pubblica anche come PDF compilabile da scaricare: lo trovi nella pagina della circolare ATM-09A, insieme al testo completo. Link diretto: MOD_ATM-09A_compilabile.pdf (473 KB). Nella stessa pagina c’è la disposizione del 28 aprile 2022 che ha modificato il paragrafo 6.4: vale la pena aprirla, perché cambia le regole sugli ostacoli.

Sta tutto in una pagina, ma non si riempie a occhio. Quello che chiede:

Se preferisci non partire dal foglio bianco, il nostro compilatore dei moduli lo riempie per te: gli dai il punto, legge le zone dal file di D-Flight e scrive coordinate, quote, destinatari e date nel modulo giusto. Serve l’accesso al sito ed è gratuito.

  • Destinatari («A» e «Cc»): cambiano secondo il paragrafo 9 della circolare, cioè secondo il tipo di aeroporto.
  • Dati fattura: codice e anno del versamento dei diritti ENAC. Il modulo si invia con la fattura, non prima: sotto trovi come si riempie quel riquadro.
  • Richiedente: numero dell’autorizzazione ENAC o della dichiarazione, più le abilitazioni dell’operatore (scenari standard e simili). È la riga che conferma che la riserva presuppone la categoria specifica.
  • Tipo di attività e di UAS: riprese, aerofotogrammetria, rilievi; condizioni di volo VLOS o BVLOS; modello, peso, equipaggiamenti.
  • Spazio aereo: coordinate di decollo, atterraggio e vertici dell’area in sessagesimali WGS 84 con risoluzione al secondo, oppure raggio in NM e km dal centro; limiti verticali in piedi AMSL o AGL; distanza dall’ARP dell’aeroporto più vicino.
  • Date e orari: giorni singoli con la virgola, periodi con il trattino, e va specificato se l’orario è locale o UTC. Si possono usare «ALBA/TRAMONTO» o «H24»; la parola «prefestivo» no.
  • Valutazione ATS: è un riquadro che non compili tu, lo riempie il fornitore dei servizi (ENAV o Aeronautica Militare).

Per capire com’è fatto una volta riempito, qui sotto lo trovi compilato con un esempio inventato, a nome di un Mario Rossi pilota di droni: un rilievo aerofotogrammetrico su un capannone, tre mattine di marzo, area di 0,3 NM di raggio fino a 300 piedi dal suolo.

Il Modello ATM-09A di ENAC compilato con dati inventati a nome Mario Rossi, con filigrana ESEMPIO
Il Modello ATM-09A compilato con dati di fantasia: nomi, coordinate e numeri non esistono. Clicca per ingrandire. Modulo originale: ENAC.

Due cose si vedono a colpo d’occhio. Le coordinate si scrivono nel formato aeronautico (gradi, minuti e secondi attaccati, come 414830N 0121410E), non in decimali come li dà il telefono. E i due riquadri grandi in basso, «Fornitore SNA civile» e «Fornitore SNA militare», restano vuoti: li compila chi fa la valutazione ATS, non tu.

Il riquadro in alto a destra: bollo e diritti

È il punto dove ci si ferma la prima volta, perché sembra chiedere una marca da bollo e invece chiede una ricevuta. La riga stampata in alto, «Bollo assolto in modo virtuale (aut. Direz. Reg. entrate Lazio n. 135047/98 del 30/11/1998)», vuol dire che su questo modulo la marca da bollo non va attaccata: il bollo lo versa ENAC in modo virtuale. La stessa riga, con lo stesso riquadro «Dati fattura», è stampata anche in cima all’ATM-05: i due moduli hanno la testa identica, e chi li vede affiancati se ne accorge subito. Per il nulla osta, però, il capitolo 11 della circolare ATM-05B chiede la richiesta «in bollo»: lì la marca da 16 euro serve lo stesso, e si assolve nel modo che indica l’amministrazione a cui scrivi.

Il riquadro Dati fattura del Modello ATM-09A con un esempio: codice fattura nella casella Numero e anno nella casella Data
Il riquadro in alto a destra del Modello ATM-09A, con un esempio inventato: il codice della fattura va sotto «Numero», l’anno del versamento sotto «Data». «BD3» è già stampato. Modulo originale: ENAC.

Sotto ci sono tre caselle, «BD3», «Numero» e «Data», e la nota (1) del modulo spiega cosa farne: «Inserire il codice alfa numerico della fattura (casella centrale) e anno versamento (casella di destra)». Quindi:

  1. paghi i diritti su servizionline.enac.gov.it, come chiede la circolare («pagamento dei diritti in applicazione del Regolamento per le tariffe ENAC»);
  2. dalla ricevuta prendi il codice alfanumerico della fattura e lo scrivi nella casella di mezzo, sotto «Numero»;
  3. nella casella di destra, sotto «Data», scrivi l’anno in cui hai pagato;
  4. «BD3» non si tocca: è il codice già stampato da ENAC.

Il modulo parte dopo il pagamento, con gli estremi della fattura già scritti: mandarlo prima vuol dire farselo rimandare indietro, e i giorni di anticipo ricominciano da capo.

Come si capisce dai campi, non è un modulo da hobbista: chiede coordinate aeronautiche, limiti verticali in piedi e il numero di un’autorizzazione che un pilota in categoria aperta non ha.

L’altro modulo: ATM-05 per le zone P, R e D

Qui nasce metà della confusione che gira in rete: i moduli ENAC che si assomigliano sono due, con lo stesso impianto grafico ma scopi diversi. Se cerchi «modulo ENAC drone» ne trovi uno e pensi che sia quello giusto per il tuo caso, e spesso non lo è.

Modello ATM-09AModello ATM-05
Serve perRiservare uno spazio aereo: zone vicino agli aeroporti, oltre i 120 m, o quando lo chiede l’analisi del rischioVolare dentro una zona P, D o R attiva, o in un’altra area con restrizioni pubblicata in AIP ENR 5
Si chiede aENAC – Direzione Aeroportuale, con la valutazione ATS di ENAV; Aeronautica Militare per gli aeroporti militariAll’amministrazione che ha chiesto la zona: Prefettura, Ministero della Giustizia, altre, secondo i casi
Dove si trovaPDF compilabile a sé, nella pagina della circolare ATM-09AAllegato «A» dentro il PDF della circolare ATM-05B, a pagina 22
Marca da bolloNoSì: la richiesta va «in bollo»
CategoriaDi fatto specifica o certificataAnche categoria aperta, dove l’amministrazione lo consente

Il capitolo 11 della circolare ATM-05B lo dice chiaro: le operazioni dentro le zone R quando sono attive, dentro le zone P e dentro le altre aree con restrizioni pubblicate in AIP sono subordinate al nulla osta dell’amministrazione che ha chiesto la zona. La richiesta si fa con il Modello ATM-05 in bollo, e per conoscenza va sempre a ENAC. I destinatari:

  • Zone P sopra gli istituti penitenziari: richiesta al Ministero della Giustizia, almeno 15 giorni prima, con un documento d’identità allegato, e solo per lavoro aereo: per un volo amatoriale non è ammessa.
  • Zone vietate o riservate istituite su alcune città per motivi di sicurezza: richiesta all’Ufficio Territoriale del Governo, cioè la Prefettura competente, all’indirizzo protocollo.pref<sigla provincia>@pec.interno.it. È il caso della zona P244 di Roma, quella degli edifici istituzionali.
  • Tutti gli altri casi: gli indirizzi delle amministrazioni sono pubblicati in AIP-Italia, sezione ENR 5.1.

Una differenza che conta: qui la categoria aperta non è esclusa in partenza. Tolto il caso delle carceri, chi decide è l’amministrazione che ha chiesto la zona, e un volo di foto e video senza scopo di lucro può essere valutato come gli altri. Resta tutto il resto delle regole: distanze dalle persone, mai sopra gli assembramenti, quote, privacy.

Anche di questo, ecco come si presenta compilato — stesso Mario Rossi, stavolta per una piazza del centro di Roma dentro la zona P244:

Il Modello ATM-05 di ENAC compilato con dati inventati a nome Mario Rossi per una zona P, con filigrana ESEMPIO
Il Modello ATM-05 compilato con dati di fantasia: la riga «Zona R, P o D interessata» è quella che non esiste nel modulo ATM-09A. Clicca per ingrandire. Modulo originale: ENAC, allegato «A» della circolare ATM-05B.

Il segno per riconoscerli al volo è proprio quella riga: se il modulo chiede la zona R, P o D interessata, è l’ATM-05 e stai scrivendo a una Prefettura o a un ministero; se chiede la valutazione ATS del fornitore dei servizi e la fattura dei diritti NOTAM, è l’ATM-09A e stai chiedendo una riserva di spazio aereo. Per le pratiche romane, con i tempi e gli indirizzi della Prefettura, c’è la guida sui permessi in parchi, centri storici e monumenti.

Volare oltre i 120 metri

Oltre i 120 metri non si va con una richiesta veloce: si entra nella stessa procedura di riserva di spazio aereo vista sopra, con gli stessi tempi e la stessa categoria specifica. Per un volo amatoriale il limite dei 120 metri è quindi un muro, non una formalità: come si misura davvero (in montagna, sulle scarpate, sul mare) è spiegato nella guida sul limite dei 120 metri.

Vicino a un ostacolo: i 50 metri

È la deroga più utile di tutte, e nel 2022 ENAC l’ha allargata con una disposizione che ha riscritto il paragrafo 6.4 della circolare. Oggi funziona così.

  • Fuori dalle aree rosse (quindi in arancione e giallo): si può operare intorno a un ostacolo artificiale entro 50 metri in orizzontale e fino a 5 metri sopra l’ostacolo, anche oltre le altezze consentite in quella fascia, restando in categoria aperta. È questa la regola che permette di riprendere un campanile o un’antenna dove la fascia arancione comincerebbe a 25 metri.
  • Dentro le aree rosse: si scende a 10 metri in orizzontale e 3 metri sopra l’ostacolo, ma queste operazioni restano in categoria specifica (scenario standard o autorizzazione operativa ENAC). Sono escluse la zona sopra il sedime e le infrastrutture aeroportuali più un buffer di 500 metri, e la deroga non vale nelle aree rosse degli aeroporti militari.

In entrambi i casi la condizione è la stessa: è responsabilità dell’operatore ottenere il permesso preventivo del proprietario o responsabile dell’ostacolo. Non è un permesso di spazio aereo, è un permesso privato, e vale in tutta Europa per volare vicino a edifici alti.

I permessi «a terra»

Sono quelli che nessuno guarda e che fanno finire male i voli. ENAC lo dice nelle sue FAQ: oltre all’autorizzazione dello spazio aereo, possono servire nulla osta di Forze dell’Ordine, autorità locali o privati, a seconda dei casi. In pratica:

  • Parchi e aree protette: il divieto riguarda le aree pubblicate su D-Flight, e il nulla osta si chiede all’Ente Parco (guida dedicata).
  • Comune: regolamenti locali, ordinanze balneari, occupazione di suolo pubblico per decollo e atterraggio.
  • Proprietà privata: per decollare da un terreno serve il permesso di chi lo possiede (cosa dice la legge sul sorvolo).
  • Monumenti, musei, siti archeologici: hanno regolamenti propri, e per l’uso commerciale delle immagini serve un’autorizzazione a parte.

Un ente diverso da ENAC non può però inventarsi divieti di sorvolo: i divieti di spazio aereo li istituisce ENAC, e si vedono su D-Flight. Un cartello comunale «vietato l’uso dei droni» riguarda l’uso del parco o del suolo, non il cielo sopra.

Cosa non è un’autorizzazione

  • La registrazione su D-Flight: ti dà il codice operatore e il QR code, non il permesso di volare in un posto (come si fa).
  • L’attestato A1/A3 o A2: riguarda te come pilota, non il luogo.
  • L’assicurazione: copre i danni, non apre zone.
  • Il semaforo verde di un’app: le app sono un aiuto, la fonte sono le zone pubblicate su D-Flight e i NOTAM del giorno.

Errori comuni

  • «Chiedo l’autorizzazione e volo in area rossa con il mio drone da 249 grammi»: in categoria aperta quella richiesta non esiste.
  • «Mando il modulo ATM-09A la settimana prima»: i tempi minimi sono 15, 35 o 60 giorni, e il NOTAM esce 7 giorni prima del volo.
  • «Ho il nulla osta del Comune, quindi posso salire a 150 metri»: la quota è spazio aereo, il Comune non c’entra.
  • «Il parco mi ha detto sì»: controlla comunque che non ci sia una zona R attiva o una fascia di aeroporto sopra.
  • «Ho scaricato il modulo ENAC»: ce ne sono due. Per una zona P, D o R serve l’ATM-05 in bollo, non l’ATM-09A.
  • «La deroga degli ostacoli è sempre 50 metri»: in area rossa scende a 10 metri, resta in categoria specifica e non vale vicino agli aeroporti militari.
  • «La zona è rossa, quindi è per gli aerei»: se è rossa per motivi di safety il volo in aperta è vietato; se è rossa per altri motivi serve il nulla osta dell’ente che l’ha chiesta.

Mettiti alla prova

1. Quanti giorni prima va presentato il Modello ATM-09A per operare vicino a un aeroporto civile dove i servizi del traffico aereo sono forniti da ENAV?

Almeno 35 giorni prima dell’inizio dell’attività. Sono 15 giorni per gli aeroporti civili senza servizi del traffico aereo e 60 per quelli militari.

2. Puoi chiedere un’autorizzazione per volare in categoria aperta dentro l’area rossa di un aeroporto?

No. In quelle zone geografiche, istituite per motivi di safety, le operazioni in categoria aperta sono vietate: si può operare solo in categoria specifica o certificata, seguendo le procedure della circolare ATM-09A.

3. Vuoi riprendere un’antenna dentro la fascia arancione di un aeroporto, restando entro 50 metri da essa. Cosa ti serve?

Il permesso preventivo del proprietario o responsabile dell’ostacolo. Fuori dalle aree rosse la deroga del paragrafo 6.4 consente le operazioni entro 50 metri in orizzontale e fino a 5 metri sopra l’ostacolo, anche oltre l’altezza della fascia, restando in categoria aperta.

4. Vuoi volare dentro la zona P di una città, istituita per motivi di sicurezza. Quale modulo usi e a chi lo mandi?

Il Modello ATM-05, in bollo, allegato «A» della circolare ATM-05B, indirizzato alla Prefettura competente per territorio (protocollo.pref<sigla>@pec.interno.it), con copia per conoscenza a ENAC. L’ATM-09A serve ad altro: alla riserva di spazio aereo.

Fonti

  • ENAC, circolare ATM-09A «UAS-IT: criteri d’implementazione e procedure per zone geografiche», 24/03/2021, par. 5, 6, 7, 8 e 9 e allegato «C» – pagina della circolare e testo in PDF
  • ENAC, Modello ATM-09A «Riserva di spazio aereo per operazioni con UAS», PDF compilabile – enac.gov.it
  • ENAC, disposizione GENDISP-DG-27/04/2022-0000023-P «Modifica paragrafo 6.4 della Circolare ATM-09A», 28/04/2022 – enac.gov.it
  • ENAC, «Voli con droni (UAS): limitazioni e riserve dello spazio aereo» – enac.gov.it
  • ENAC, FAQ droni (volo vicino agli aeroporti, altre autorizzazioni e nulla osta) – enac.gov.it
  • ENAC, circolare ATM-05B «Restrizioni temporanee dello spazio aereo», 13/05/2021, capitolo 11 e allegato «A» (Modello ATM-05) – pagina della circolare e testo in PDF
  • ENAC, Direzioni territoriali (per individuare la Direzione Aeroportuale competente) – enac.gov.it
  • ENAC, tariffe di autorizzazione ed emissione NOTAM per attività con aeromobili a pilotaggio remoto – enac.gov.it
  • Regolamento (UE) 2019/947, art. 11, 12 e 15 – EUR-Lex
  • Portale D-Flight, zone geografiche UAS – d-flight.it

Questa guida spiega le regole con esempi e non sostituisce i testi ufficiali né le verifiche su D-Flight prima di ogni volo.

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